Quando la stazione è il posto da visitare

Arthur, o Arturo in Italia è un grande successo del 1981, con Dudley Moore, Liza Minnelli e John Gielgud, premiato con l’Oscar come miglior attore non protagonista . Il film ha vinto un’altra statuetta  per il tema musicale di Burt Bacharach.

Arthur, o Arturo è il remake  del 2011 diretto da Jason Winer ed interpretato da Russell Brand e Jennifer Garner che, immeritatamente secondo me, è stato candidato per i contro-oscar, i Razzie Awards per il peggior attore protagonista ed il peggior remake.

La versione del 2011 che ho visto pochi giorni fa non mi è dispiaciuta, ma qua non siamo per parlare di cinema ma di viaggi e turismo.

Se la coprotagonista Liza Minnelli nel 1981 era una cameriera, la sua nuova versione del 2011 è una intraprendente ragazza che si è inventata guida turistica di New York ed ha tra le mete delle sue visite la Grand Central, la stazione ferroviaria più grande del mondo per numero di banchine.  Mostrava i segreti architettonici della stazione ferroviaria e gli angoli nascosti.

Grand Central New York

Non è un’idea peregrina da film di second’ordine. Le stazioni ferroviare spesso sono luoghi storici, firmate da importanti architetti, con opere artistiche da ammirare e fama monumentale.

Anche in Italia una stazione ferroviaria può essere un luogo da visitare e non solo un transito per andare altrove.

Ecco alcuni esempi di stazioni ferroviarie italiane per cui vale la pena di arrivare almeno una mezzora prima della partenza del treno, per guardarsi un po’ intorno.

La stazione di Taormina 

stazione ferroviaria Taormina-Giardini

La stazione di Taormina – Giardini è una delle stazioni principali della linea ferroviaria Messina – Catania. Venne costruita nell’ambito del programma di costruzioni ferroviarie in Sicilia intrapreso dalla Società Vittorio Emanuele per collegare l’estremo lembo nord della Sicilia e il porto di Messina alle zone produttive della costa orientale jonica.

Venne inaugurata il 12 dicembre 1866 e nel 1926-28 fu realizzato l’attuale fabbricato viaggiatori, disegnato dall’arch. Roberto Narducci. La stazione di Taormina-Giardini consiste di un pregevole fabbricato, di forma classica ferroviaria, in stile liberty, con un corpo centrale elevato a due piani, affiancato da due corpi laterali allungati. Le sale interne sono arredate con mobili in legno scuro in stile Ottocentesco e le pareti e i soffitti sono decorati con affreschi e decorazioni a rilievo.

La stazione di Alassio

Stazione ferroviaria di Alassio

Grazie agli inglesi Alassio diventò meta turistica ambita a livello internazionale. In stile Liberty, furono costruiti i primi alberghi, un casinò, la stazione, l’esclusivo Tennis Club, le numerose ‘tea-rooms’, diventando, in pochi anni, uno dei più eleganti centri della Riviera. La stazione ferroviaria, costruita agli inizi del novecento, si presenta con una torretta centrale, decorazioni alle finestre in rilievo e parte del rivestimento in pietra a vista. La sala d’aspetto è arredata con divani, poltrone, mobili e specchiere dell’epoca e conserva un lampadario in vetro di Murano.

La stazione di Salsomaggiore Terme

stazione ferroviaria di salsomaggiore terme

La Stazione Ferroviaria in travertino bianco e rosa di Salsomaggiore Terme, fu progettata dall`ingegner Cervi sul modello, in versione ridotta, della Stazione Centrale di Milano. Fu inaugurata nel 1937.

Da ammirare le vetrate ad arco, che ornano sia la facciata rivolta alla piazza, sia quella rivolta ai binari e l`ampia volta a lacunari dell`atrio, in stile Déco, e la fontanella a cinque bocche, sulla piattaforma dei binari che, insieme ad altri particolari decorativi, riprende il tema dell`acqua.

La Stazione è dotata di un giardino verde e all’interno dell’edificio è situato anche il Comando della Polizia Municipale.

La stazione di Firenze

Stazione ferroviaria Firenze Santa Maria Novella

La stazione di Firenze si configura come un lungo blocco compatto caratterizzato da una accentuata orizzontalità, per evitare il conflitto con la costruzione verticale della chiesa di Santa Maria Novella, verso cui non voleva essere irrispettosa.

Michelucci sminuiva il ruolo dello stile del razionalismo, preferendo definire l’opera come sincretica nata cioè da tendenze diverse sviluppate nella massima libertà.

Tra le caratteristiche architettoniche di maggior pregio spicca anche la scelta dei materiali che, oltre al vetro ed al metallo, grazie alla pietra forte si amalgano perfettamente agli edifici cittadini, a partire proprio dall’antistante chiesa di Santa Maria Novella realizzata con la stessa pietra. Dalla facciata, a semplici blocchi squadrati, si apre una vetrata a sette grandi fasce che proseguono per tutto l’edificio (la cosiddetta “cascata di vetro”) dando un effetto prospettico gradevole e illuminando il grande atrio della biglietteria, o Salone delle Partenze, ricoperto di marmi, e soprattutto l’arioso vano dei binari, realizzato senza strutture di sostegno centrali per garantirne la massima ampiezza e vastità. Coperto da rame e vetro, è lungo ben 160 metri e vi arrivano 16 binari, ciascuno con pensilina.

Il lungo fronte degli uffici su Via Valfonda replica il rivestimento in pietra forte scandito dalle incorniciature in travertino delle aperture al pian terreno e dei davanzali delle finestre al primo piano, mentre su via Alamanni la stazione si accorda all’edificio dei servizi postali tramite un fabbricato circolare sempre rivestito in pietra forte ma ritagliato da un grande infisso metallico bordato in travertino.

Alla essenzialità del trattamento degli esterni si oppone la ricchezza dei materiali utilizzati all’interno, dove la policromia dei marmi, vetri e metalli tocca anche le parti più strettamente “funzionali”.(fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Firenze_Santa_Maria_Novella)

Quando la stazione è il posto da visitare ultima modifica: 2014-03-27T22:55:58+00:00 da Salvatore
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2 Responses to Quando la stazione è il posto da visitare

  1. sedia says:

    Grazie per l’aiuto. Luca Trentino

  2. Grazie, sicuramente tornerò. Geremia Barese

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